Vivere a Paris

Alla ricerca del nostro Ikigai

Qualche tempo fa ho finito un libro, che comprai a Londra (nella famosa librerai dove è stato girato il film Nothing Hill), e oggi ho deciso di condividere con voi questa magnifica lettura.

Il libro si chiama « Ikigai – The Japanese Secret to a Long and Happy Life ». Parla delle ricerche di una coppia spagnola, la quale, ispirandosi alla cultura giapponese e alla filosofia buddista, consiglia ai lettori come raggiungere il proprio Ikigai.

Che cos’è l’IKIGAI?

Ikigai (“Iki” equivale a “esistenza” e “gai” significa “scopo“) è un termine giapponese che tradotto in italiano vuol dire « lo scopo della vita » o « raison d’être ».
In altre parole l’ikigai è la ragione che ci spinge ad alzarci la mattina e che ci da la motivazione per andare avanti, superando qualunque ostacolo.

É un concetto molto semplice che racchiude un enorme significato.

Quante volte ci siamo chiesti quale sia il senso della nostra vita o perché svolgiamo un’occupazione invece che un’altra.
Spesso, quando iniziamo a porci domande simili,  vuol dire che qualcosa non va, che stiamo vivendo una vita che non ci appaga, che forse stiamo semplicemente sprecando il nostro tempo, il nostro bene più prezioso. 

L’abbandonarsi completamente a questa filosofia di vita non è semplice poiché vuol dire rimettere in questione ciò che abbiamo costruito finora, e i classici valori della società occidentale (laurearsi per trovare un buon lavoro, per mettere su famiglia, per comprare una casa e avere una vita “stabile“). 

Ed è proprio quando iniziamo a riflettere a quale sia il nostro ikigai che iniziamo a costruire le fondamenta di una vita felice. 

Gli elementi dell’Ikigai

L’Ikigai si trova nel punto di incontro di questi 4 elementi :

  • ciò che amiamo fare,
  • ciò in cui siamo bravi,
  • ciò di cui il mondo ha bisogno ,
  • ciò per cui possiamo essere pagati.

Ne possiamo dedurre che l’Ikigai è quell’attività che ci piace e ci permette di esprimere il nostro talento, grazie alla quale apportiamo un cambiamento positivo nel mondo e che ci consente di guadagnare abbastanza soldi da poter vivere. 

Quando troviamo lo scopo della nostra vita diventiamo invincibili e siamo capaci di sopportare qualunque dolore, perché quell’obiettivo che abbiamo fisso nella nostra mente ci da la forza necessaria per andare avanti ogni singolo giorno. 

Come diceva Nietzsche: «  colui che ha un perché per vivere, può sopportare ogni come ».

Personalmente non credo di aver ancora trovato il mio ikigai, da quando ho iniziato a leggere questo libro mi pongo molte domande per cercare di capire quale esso sia, e so che la strada è ancora lunga.

Non bisogna dimenticare però che siamo tutti diversi (per fortuna) e ognuno di noi ha una raison d’être unica, propria a se stessi.. non vuol dire che ciò che è giusto per gli altri lo sia anche per noi.

In genere siamo portati naturalmente a comportarci come le persone che ci sono intorno, soprattutto quando ci rendiamo conto che la loro formula li porta verso il successo. Non è copiando gli altri che troveremo il nostro ikigai, abbiamo tutti forze e debolezze differenti, avanziamo a ritmi diversi, e solo noi siamo capaci di capire quale sia il percorso migliore per noi. 

Se proprio non sapete quale possa essere il vostro ikigai, pensate a quell’attività nella quale vi abbandonate e vi lasciate trasportare. Quell’attività che tanto vi piace e che quando svolgete vi fa perdere la cognizione del tempo, facendovi dimenticare tutto ciò che vi circonda. 

Wabi-Sabi & Ichi-go ichi-e

Due concetti molto importanti in cui ho sempre creduto e che ho riscoperto in questo libro.

Il primo, Wabi-Sabi, esprime la bellezza di tutto ciò che è fugace, effimero e imperfetto e che rispecchia la vera natura del mondo. 

Per i giapponesi ha molto più valore un oggetto irregolare e imperfetto, che uno perfettamente geometrico, poiché è proprio quell’imperfezione lo rende unico e speciale.

«  Only things that are imperfect, incomplete and ephemeral can truly be beautiful, because only those things resemble the natural world ».

Ichi-go ichi-e è un termine che richiama l’importanza del qui e ora, traducibile come «  questo momento esiste ora e non tornerà indietro ».

Per vivere felici bisogna accettare il presente e viverlo con consapevolezza, invece di preoccuparsi del passato o del futuro. 
Tutto ciò che ci circonda, dalle persone agli oggetti a cui siamo legati, è effimero, prima o poi finirà, ed è qualcosa che non possiamo controllare o evitare, che è alla base stessa della natura umana. 

Per questo motivo dobbiamo cercare di vivere a pieno ogni singolo istante con le persone che amiamo, e smettere di perdere tempo facendo qualcosa che non ci rende felici.

La fugacità degli oggetti è un concetto che si ritrova  spesso nella cultura giapponese. Per esempio nella prefettura di Mie esiste un complesso di templi, il Santuario di Ise, che viene demolito e ricostruito ogni 20 anni. Secondo i giapponesi è più importante preservare la cultura e le tradizioni, di generazione in generazione, che la struttura fisica del santuario. La cultura del popolo, nella sua immaterialità, resiste in modo molto più intenso e duraturo dinnanzi allo scorrere del tempo. 

Dei concetti che sembrano alquanto scontati, ma che spesso dimentichiamo presi dalla nostra frenetica routine e dalle faccende che ci sentiamo in obbligo di fare.

Le 10 regole dell’Ikigai

Per concludere questo articolo vi elenco le 10 regole che ci aiuteranno a vivere felici e a lungo, ispirate dallo stile di vita degli abitanti di Ogimi, un villaggio situato nella prefettura di Okinawa. Gli abitanti di queste isole vivono in modo semplice e genuino, mangiano cibi freschi che provengono dagli orti che essi stessi coltivano, vivono in piccole comunità a stretto contatto con la natura e sono tra i popoli più longevi al mondo.

  1. Rimanere attivi. Se troviamo un’attività che amiamo fare non ci stancheremo mai di essa, e continueremo a svolgerla anche dopo la pensione. 
  2. Vivere lentamente. Quando abbandoniamo la fretta, la vita e il tempo assumono tutt’un altro significato, dimentichiamo ansie e frustrazioni.
  3. Non ingozzarsi di cibo. Secondo una regola praticata sulle isole di Okinawa, si dovrebbe smettere di mangiare quando il nostro stomaco si riempie all’80%.
  4. Circondarsi di buoni amici. Gli amici sono la migliore medicina ai nostri problemi, il nettare della nostra felicità. Ti consigliano, alimentano i tuoi sogni e sai che potrai sempre contare su di loro.
  5. Fare esercizio fisico. Tenersi sempre in movimento è un ottimo modo per combattere la pigrizia, ci permetterà di raggiungere piccoli traguardi.
  6. Sorridere. Avere un’attitudine positiva aiuta a circondarsi di persone positive e a portare gioia nella vita delle persone che incrociamo.
  7. Riconnettersi con la natura. La natura ci aiuta a ricaricare le batterie e a ritrovare la pace dentro di noi.
  8. Essere grati. Non bisogna mai dimenticare di essere grati per il semplice fatto di esistere e di poter vivere esperienza uniche, di poter provare emozioni che ci riempiono l’anima e il cuore, di poter ammirare paesaggi che ci illuminano gli occhi.
  9. Vivere nel momento presente. Bisogna smettere di rimpiangere il passato e aver paura del futuro, viviamo l’attimo presente che è l’unica cosa che possiamo realmente controllare.
  10. Seguire il proprio Ikigai. E se ancora non l’abbiamo trovato, la nostra missione è proprio quella di scoprirlo. Buona ricerca 🙂

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