Vivere a Paris

La mia visione della quarantena

È ormai da qualche mese che, con l’arrivo del COVID19, stiamo vivendo tutti una situazione complicata, che mai avevamo sperimentato prima. La nostra vita é cambiata drasticamente, da un giorno all’altro, le nostre abitudini non sono più le stesse, abbiamo quasi l’impressione che il tempo scorra a rilento. 

Come ben sapete, siamo in « quarantena », obbligati a restare a casa e a minimizzare gli spostamenti, se non veramente necessari.

Le frontiere sono chiuse, non possiamo viaggiare, non possiamo neanche andare nella città accanto e tutto questo è necessario per limitare il contagio, per preservare la nostra salute e quella degli altri. 

Io per esempio ho dovuto annullare una vacanza in Romania on the road e una settimana in Italia, durante la quale avrei potuto incontrare il mio nipotino nato da poco. Ovviamente cerco di essere positiva, pensando che ho semplicemente rimandato questi viaggi e che grazie a questa attesa li potrò apprezzare ancora di più. 

« L’attesa del piacere è essa stessa un piacere. »

Gotthold Ephraim Lessing

Ed è proprio durante questa attesa che raccogliamo tutto il nostro entusiasmo, curiosità, eccitazione e ci riempiamo di aspettative.

Stiamo sperimentando tutti uno stile di vita alternativo, che ci permette anche, in un certo senso di riscoprirci, reinventarci, improvvisandoci chef, sportivi e tanto altro. Possiamo infine fare tutto ciò che abbiamo sempre rimandato per mancanza di tempo… Ora ne abbiamo in abbondanza. 

In questo momento gli unici rapporti che possiamo avere con i nostri cari o amici si basano essenzialmente su una chiacchierata al telefono, una videochiamata o un messaggio. Per fortuna che viviamo in un’era dove la tecnologia è quasi alla portata di tutti.  

Sono sicura che quando tutto questo finirà, anche se ci vorrà del tempo, ne usciremo più forti e più consapevoli dell’importanza della vita. 

Non daremo più niente per scontato, il calore di un abbraccio, il profumo del mare, il contatto con l’erba fresca sotto i piedi, la condivisione a tavola, il rumore dei bicchieri che si sfiorano quando si brinda insieme. 

Tutte queste immagini si affollano nella mia mente aumentando il desiderio di ritornare a viaggiare alla scoperta di nuovi luoghi e culture.

Chiudo questa parentesi carica di nostalgia, ma che sentivo il forte bisogno di condividere, con i versi finali della poesia «lentamente muore» di Martha Medeiros: 

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo 
di gran lunga maggiore 
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà 
al raggiungimento 
di una splendida felicità.

Martha Medeiros

Se volete leggerla per intero potete farlo su questo link.

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