Asia,  Vivere a Paris

Una storia per l’essere tempo

Mai come in questo periodo in cui siamo confinati in casa stiamo riscoprendo l’importanza del nostro tempo. Iniziamo a renderci conto delle ore che passano, dei minuti, dei secondi, tutto diventa più chiaro scandito, più lento… Riusciamo, infine a prenderci una pausa da quella che è la vita e lo stress di tutti i giorni. Un discorso che faccio pensando alla realtà quotidiana che affronto vivendo in una delle più grandi capitali europee.

Bando alle ciance… Parlando dell’importanza del tempo, quest’oggi volevo scrivere di un romanzo che ho letto mesi fa: « una storia per l’essere tempo », concepito dalla penna della scrittrice Ruth Ozeki.

La storia narra le vicende di un’adolescente giapponese di nome Nao, che a un certo punto della sua vita decide di farla finita, a causa di un costante senso di solitudine ed disadattamento che l’affligge. Prima di realizzare quest’impresa, Nao decide di scrivere un diario, per parlare della vita di sua nonna, una monaca buddista ultracentenaria, da lei molto ammirata. 

Vari anni dopo, casualmente il diario di Nao, finisce nelle mani di Ruth, una scrittrice che vive su un’isola sperduta in Canada. Da lì parte la disperata ricerca, quasi un’ossessione, da parte della donna, alla scoperta della vita di Nao.

Non vi dico altro sulla storia perché non vorrei « spoilerarvi », ma il fascino di questo romanzo sta proprio nel tipo di narrazione. La scrittrice riesce a farci viaggiare nel tempo tra due vite completamente diverse, che si trovano in una realtà spazio temporale opposta, ma che in qualche modo riescono a incontrarsi e a intrecciarsi figuratamente.  

Il modo di scrivere dell’autrice è molto limpido, chiaro, diretto nei dialoghi, e riesce a parlare di temi profondi come « la vita », « la morte » , « la filosofia buddista », con parole semplici, che risucchiano il lettore tra le sue pagine e gli consentono di viaggiare con la mente fino in Giappone. 

Spesso mi sono fermata, quasi bloccata, a pensare a quello che avevo appena letto, a quello che avevo appena imparato sull’affascinante cultura giapponese. 

Questo romanzo mi ha permesso di approfondire la conoscenza dei riti buddisti come la tecnica dello « Zazen », ovvero la meditazione da seduti, che permette di raggiungere uno stato di quiete della mente. 

Inoltre la descrizione dettagliata di paesaggi come le scogliere, il tempio isolato in cima alla montagna in cui viveva la nonna, che si trovava alla fine di una lunga scalinata, l’appartamento di Nao e la sua famiglia, gli Onsen, mi hanno fatto scoprire un mondo dal quale ero completamente ipnotizzata. In alcuni momenti mi sono sentita come se stessi camminando per le stradine di Tokyo, come se fossi presente fisicamente in quel Maid café nel quartiere di Akihabara, dove la protagonista si fermava spesso per scrivere.

Per concludere vi consiglio vivamente di leggere questo romanzo, in particolar modo se amate la cultura giapponese come me. I temi affrontati, attraverso le pagine del diario di Nao, restano d’attualità, soprattutto in questo periodo in cui abbiamo il tempo di fermarci a pensare e a rivalutare la vita stessa e il suo significato. 

Vi lascio con delle citazioni che per me sono il cuore del libro, come la definizione che Nao da di sé « Un essere tempo è qualcuno che vive nel tempo, quindi tu e io e tutti quelli che sono, furono e saranno. » 

“…Dunque se concepisci il tempo solo come trascorrere, non puoi comprendere l’essere tempo. In sintesi, tutti gli esseri esistenti nel mondo intero sono legati insieme come istanti di tempo e contemporaneamente esistono come istanti di tempo individuali. Siccome tutti gli istanti sono l’essere tempo, essi sono il tempo del tuo essere.”

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