Asia

Viaggio nel tempo a Kyoto

Se siete alla ricerca del Giappone, quello vero, il Giappone delle antiche tradizioni, delle geishe, della cerimonia del tè, dei templi, insomma tutto ciò che riguarda la cultura di questo splendido paese, la città di Kyoto diventa una tappa obbligatoria del vostro viaggio.

Personalmente a me è rimasta nel cuore… E penso che tra le sue strade si respiri a pieno la cultura e l’arte giapponese.

Antica capitale imperiale del Giappone, oggi Kyoto è considerata come la città che racchiude le tradizioni giapponesi per eccellenza, ricca di templi e di monumenti iscritti al Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Per questa ragione é stata rinominata « la città dei mille templi ». 

Uno dei luoghi che più mi ha lasciato « letteralmente » senza fiato durante il mio soggiorno a Kyoto è il « Fushimi Inari-taisha ».

Si tratta del santuario più importante dedicato alla divinità Inari. Quest’ultima può essere rappresentata sia con sembianze maschili che femminili, ed è spesso associata alle Kitsune, le volpi bianche messaggere degli dei.

Questo luogo di culto, che si trova a 233 metri sopra il livello del mare, è caratterizzato dalla presenza di più di dieci mila Torii ⛩, e si sviluppa lungo un sentiero che arriva fino in cima alla collina. I Torii sono delle porte che rappresentano l’entrata in un « luogo sacro », più in particolare in un santuario scintoista e sono caratterizzati da un colore vermiglio. Essi simboleggiano anche il passaggio tra realtà terrena a quella divina. I torii del Fushimi Inari-taisha sono stati finanziati da grandi società o da business man, e su ognuno di essi è inciso il nome del mecenate e la data d’istallazione. Ovviamente per tutti i turisti che non parlano giapponese, come me, si tratta di disegnini o ghirigori che non fanno altro che decorare e abbellire i torii.

Dovete sapere che si tratta di un luogo molto turistico, per cui se volete vivere un’esperienza più autentica vi consiglio di andarci all’alba o al tramonto. Noi decidemmo di andare all’alba e quel giorno ci svegliammo alle 5:30. Un piccolo sacrificio che ci permise di approfittare a pieno di quella bellezza illuminata dai primi raggi solari, che rendevano il rosso di quei torii di un colore tenue  e delicato, ma che allo stesso tempo spiccava tra il verde della foresta. 

Se volete viaggiare indietro nel tempo, alla scoperta della Kyoto antica basta una passeggiata per le stradine  pedonali di Sannenzaka e Ninenzaka, che si trovano in prossimità del tempio Kiyomizudera. Quest’ultime sono caratterizzate da piccole case e commerci dalla classica architettura giapponese, in legno con porte scorrevoli, alternati da enormi alberi di ciliegio. In primavera potete ammirare questi ciliegi in tutto il loro splendore, danno un tocco di colore e di vivacità al quartiere.

Un altro luogo a Kyoto che non può passare inosservato è il quartiere di Gion, uno dei più famosi di Kyoto, conosciuto per la presenza d’innumerevoli case da tè in cui lavorano le geishe. Va visitato idealmente la sera quando le sue stradine si animano attraverso  i ristorantini illuminati dalle lanterne tradizionali

Noi ci passammo una serata e devo ammettere che fu davvero piacevole passeggiare tra quelle luci, quegli odori che facevano venire l’acquolina in bocca, costeggiando il fiume e ammirando i Sakura che si affacciavano su di esso come se volessero in tutti modi abbracciare l’acqua. 

Altri due luoghi che sono d’obbligo a Kyoto sono il tempio Kinkaku-ji e la foresta di bambù di Arashiyama. Di solito questi luoghi sono molto molto affollati da turisti ed è forse per questo che hanno un po’ deluso le mie aspettative.

Il Kinkaku-ji o il tempio del padiglione d’oro è uno dei monumenti più conosciuti del Giappone. Come evoca il nome, si tratta di un edificio ricoperto di foglie d’oro puro, il quale colore gli permette di risplendere sullo stagno che lo circonda. 

Vi consiglio vivamente di visitarlo la mattina presto o al tramonto, poiché per la sua popolarità bisogna fare la fila anche solo per scattare una foto. 

Lo stesso vale per la foresta di bambù di Arashiyama, che si trova nell’omonimo quartiere. Di foresta c’è ben poco, penso che possa essere definito più come un sentiero circondato da alberi di bambù. La bellezza del luogo si rispecchia nei raggi del sole che penetrano timidamente nell’immensità di questi alberi.

E per finire la cosa che mi ha affascinato di più di questa città è l’incontro armonico tra modernità e antichità. Lo si ritrova nell’architettura, nelle strade, nella cultura…

Capirete perché Kyoto è chiamata « la città dei mille templi », si nascondono ovunque, e anche quelli considerati « meno turistici » racchiudono il fascino dell’architettura nipponica. 

Ricordo ancora il pomeriggio del nostro arrivo, decidemmo di fare una passeggiata per la città e mentre camminavamo, svoltammo un angolo e ci ritrovammo dinnanzi a un magnifico complesso di templi con un ampio cortile. Erano rivestiti in legno, con le porte scorrevoli e i tetti triangolari di colore grigio scuro. Si respirava un’aria di pace e nel silenzio si scorgeva qualche persona che faceva una breve preghiera, o che semplicemente si riposava sotto a un portico godendo di quella quiete surreale.

Questa è l’atmosfera che ho ritrovato in questa splendida città… C’erano zone moderne, quelle dei grandi incroci e degli alti edifici, dove la folla si riversava precipitosamente, e altre più tranquille, quelle dalle stradine strette, i ryokan, i ristoranti dove ci si sedeva per terra e dove nessuno parlava inglese. É proprio tutto ciò che mi ha colpito di Kyoto, la diversità dei suoi paesaggi e la sua capacità di farti viaggiare lontano pur restando nella stessa città.

Se volete riempirvi gli occhi delle bellezze di Kyoto vi invito a guardare il video dedicato, nella sezione foto racconti 🙂

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