Vivere a Paris

Le coordinate della felicità

Qualche mese fa ho letto un libro che mi è piaciuto tantissimo, per la sua semplicità e fluidità di scrittura, si chiama “le coordinate della felicità”. Sinceramente è un libro che mi ha dato molta ispirazione, che ho letto sempre con piacere, avvolta in un vortice di emozioni. E oggi mi sento di consigliarvelo.

Si tratta di un libro scritto da Gianluca Gotto, il quale descrive in prima persona un percorso di vita alternativo. Gianluca è un ragazzo semplice di Torino, che ha una voglia matta di ribellarsi agli stereotipi della società occidentale. Ed è proprio attraverso la sua caparbietà che è riuscito a trovare la sua strada in completa libertà: “Chi trova il modo di aggirare le regole assurde del sistema senza infrangerle diventa libero” (cit. G. Gotto).

Infatti, nel libro parla di come abbia abbandonato l’università, realtà insoddisfacente e sopravvalutata, in cui si sentiva come un pesce fuor d’acqua. Grazie al suo coraggio e al forte incoraggiamento della ragazza, Claudia, è partito per l’Australia alla ricerca delle sue coordinate della felicità.

L’Australia è solo il primo dei vari paesi in cui i ragazzi hanno vissuto, affrontando, ovviamente, non poche difficoltà. Quando si arriva in un altro paese si riparte da zero, lo spirito di adattamento è fondamentale, e spesso non è facile integrarsi nella società che ci accoglie.

Io stessa sono partita dall’Italia sei anni fa, per vivere in Francia, inizialmente era per frequentare il terzo anno di triennale – essendo iscritta ad una laurea bi-nazionale – e ho finito col fare anche la specialistica a Parigi. Oggi lavoro e ho una vita in un paese nel quale non sono nata, ma in cui mi sento a casa. Certo conservo un leggero accento italiano quando parlo in lingua, ma che in qualche modo riflette le mie radici, che non dimentico mai e che porto sempre con me. Ci tengo a precisare che niente di tutto ciò era previsto e che inizialmente i piani erano ben diversi. La vita a volte va oltre ogni aspettativa, può riservare piacevoli sorprese, guidate dalle varie scelte che facciamo nel nostro quotidiano. 

Ritornando al libro… a un certo punto i due ragazzi, per varie ragioni sono obbligati a tornare in Italia, dove Gianluca inizia a studiare un piano per diventare un nomade digitale, ovvero qualcuno che, grazie a una connessione wifi e un computer, può lavorare da qualunque posto nel mondo, essendo letteralmente un “nomade”. Il suo sogno è di lavorare viaggiando e non demorde finché non ci riesce.

Da questo momento in poi Gianluca racconta le varie avventure che ha avuto modo di vivere grazie a delle scelte coraggiose fatte in passato che lo hanno portato a seguire i suoi sogni, grazie alla perseveranza, e alla voglia di rimettersi in gioco.

Spesso solleva temi che fanno riflettere sulla società odierna, come il consumismo, l’equilibrio tra tempo e lavoro, e ricorda continuamente che niente è impossibile e che basta non arrendersi mai e lottare duro per arrivare alle proprie coordinate della felicità.

Il tempo

Gianluca spesso ci fa riflettere, tra le righe del suo libro, sull’importanza del tempo. 
Nella società di oggi si da molto valore al denaro e poco al tempo. Si lavora per accumulare più soldi possibili per poi appagare quel sentimento di insoddisfazione tramite oggetti materiali. Ma niente è più prezioso del nostro tempo, poiché esso non può tornare indietro né si può accumulare, quindi bisogna vivere cercando di valorizzarlo al massimo per creare collezioni di ricordi indimenticabili. 

Il viaggio

Viaggiare apre la mente e il cuore, ci rende immuni ai pregiudizi e all’opinione che gli altri hanno di noi. Ci porta a incontrare persone meravigliose che saranno parte della nostra vita e che ci regaleranno importanti lezioni di vita. Viaggiare porta anche ad aprirsi al prossimo e a fidarsi di lui in maniera incondizionata. Inizialmente non è semplice ed è la società stessa che ci porta ad essere diffidenti. Ricordo la prima volta che con il mio ragazzo sperimentammo il couch surfing, e andammo a dormire a casa di un perfetto sconosciuto in Norvegia. Eravamo dubbiosi perché questa persona ci stava ospitando gratuitamente in casa sua e ci dava completa fiducia, senza neanche conoscerci. La prima sera ci chiudemmo a chiave in camera, e pensammo “e se fosse un serial killer?!”. Facevamo quei pensieri assurdi solo perché ci sembrava strano che una persona potesse aprirsi ad altre in modo cosi incondizionato. Il signore che ci ospitò ci lasciò addirittura le sue chiavi di casa, senza che glielo chiedessimo. Ovviamente si trattava di una bravissima persona che aveva tanta voglia di conoscere altri paesi e culture. La cosa bella è che ancora oggi sono in contatto con lui, il quale ci diede una bellissima lezione di vita: più dai fiducia alle persone e più esse non ti deluderanno. 

L’importanza del mettersi in gioco. 

Un altro tema che ho amato in questo libro è il fallimento, visto come opportunità, e lezione per diventare più forti e consapevoli delle nostre capacità. Non serve a niente abbattersi per un qualcosa che magari al primo colpo non riusciamo a fare. Al contrario bisogna sempre riprovarci, crederci ed essere fieri dei propri fallimenti perché essi sono la testimonianza dei nostri sforzi. Infatti, fallito non è colui che fallisce, ma è colui che non ci prova neanche. “La vera felicità è quella sensazione che ti travolge quando finalmente ce la fai, arriva dopo mille ostacoli e tanti errori commessi” (cit. Gotto).

Insomma, che altro dire se non “Grazie Gianluca” per avermi dato l’opportunità  di vivere la tua esperienza in prima persona, di riflettere su tanti temi che prima davo per scontato, per avermi fatto capire che volere è davvero potere e che basta crederci, e per avermi guidato alla scoperta paesaggi meravigliosi attraverso le tue parole e motivato ancora di più a viaggiare e partire alla scoperta del mondo!

PS: Vi consiglio di seguire il blog Mangia Vivi Viaggia di Gianluca Gotto, in cui raccoglie le testimonianze di varie persone che hanno deciso, come lui, di vivere secondo le proprie regole, attraverso stili di vita alternativi.

La vita non ci succede siamo noi che dobbiamo farla accadere

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