Asia

Il paese del Sol Levante

Sono passati ormai vari mesi da quando sono tornata dal Giappone… e in questo articolo vi parlerò delle mie impressioni sul paese del Sol Levante. 

L’organizzazione del viaggio

Siamo partiti in 5 e siamo rimasti in Giappone per ben 3 settimane, abbiamo deciso di visitare diverse città, precedendo da Sud verso Nord fino a Tokyo, il meglio, per la fine! Il realtà la scelta è stata dettata dal corso della fioritura dei ciliegi, che, in base al clima, fioriscono prima nelle regioni del Sud.

Prima del viaggio abbiamo ovviamente studiato per bene il nostro itinerario: Hiroshima per 3 notti, passando una giornata a Miyajima, Kyoto per 5 notti, contando gite di un giorno a Osaka e Nara, 2 notti a Nagoya, 1 notte a Takayama per provare l’esperienza tradizionale del Ryokan e Onsen, e infine 6 notti a Tokyo. 
Abbiamo pernottato per lo più in ostelli e Airbnb, tranne per Nagoya dove siamo stati in un hotel. 

Ma ora ritorniamo a ciò che penso del Giappone, un paese che mi è rimasto nel cuore e in cui ho deciso di tornare sicuramente.

Se state pensando di Andare in Giappone sappiate che alcuni acquisti dovete farli obbligatoriamente prima della partenza come il JR PASS e il pocket wifi. 
– Il primo è un biglietto unico per i treni Shinkansen (ad alta velocità) e le linee JR (treni regionali). Se avete intenzione di visitare più città, anche solo due, il Jr pass è la scelta migliore, i biglietti dei treni sono abbastanza cari in Giappone, e prendendo anche solo due volte lo Shinkansen si supera il costo del pass. 
– Vi consiglio di comprare in anticipo anche la Suica. Si tratta di una carta ricaricabile per i trasporti, utilizzabile ovunque, utilissima anche per acquistare cibi e bevande.
– Il pocket wifi è un piccolo router che permette di avere una connessione internet ovunque. Nelle grandi città troverete alcuni spot wifi, ma quando ci si allontana alla scoperta di villaggi e città mediamente più piccole, avere sempre una connessione è utilissimo, soprattutto quando si viaggia in un paese in cui non si conosce la lingua e in cui non tutti parlano inglese…anzi quasi nessuno. 

1. I giapponesi sono gentili e rispettosi

Io credo che ciò che rappresenti una nazione sia il suo popolo, e i giapponesi sono un popolo eccezionale. (ovviamente si tratta della mia opinione, basata su un viaggio di tre settimane, magari le persone che vivono lì potrebbero pensare il contrario). 

Sono persone molto gentili, cordiali e altruiste (non pensano due volte ad aiutare una persona in difficoltà, senza aspettarsi niente in cambio. 
Ci siamo ritrovati più volte “scioccati” dinnanzi alla gentilezza delle persone che sono venute in nostro aiuto senza che neanche lo chiedessimo. E se per qualcuno può sembrare normale per noi non lo era affatto, venendo da Parigi, una città in cui nessuno ti sorride neanche a pagarlo.

Un evento che dimostra chiaramente questo concetto e che penso non dimenticherò mai è avvenuto a Nagoya. Stavamo nel parco del castello e io volevo indossare il kimono che avevo comprato qualche giorno prima, approfittando della bella giornata. Salgo quindi su una panchina e cerco di capire come fare le pieghe per accorciarlo, e ovviamente i miei amici provano ad aiutarmi. Avevo visto solo una volta come indossarlo, quando l’avevo comprato, e pensavo di ricordarlo, e invece no… indossare un kimono non è per niente facile, soprattutto quando quest’ultimo è lungo due volte la tua altezza. (e non è il kimono ad essere lungo ma io ad essere bassina XD). Insomma, quando stavamo quasi per gettare la spugna, una vecchietta da lontano ci vede in difficoltà e si avvicina a noi parlando in giapponese. Ovviamente non capiamo una sola parola, e cerchiamo di comunicare con lei facendo dei cenni con la testa. Poi la vecchietta, avendo capito la situazione, si avvicina e inizia ad aiutarmi a indossare il kimono, lo accorcia servendosi dei nastri, mi fa un bel fiocco dietro, e io la lascio fare mentre mi spiega tutto il procedimento (o almeno credo) in giapponese. Si vedeva che era esperta, chissà quante volte avrà indossato un kimono, gliel’avrei chiesto se non fosse stato che non parlo giapponese e lei non parlava inglese. Alla fine, l’unica cosa che siamo riusciti a dirle è stato “arigatou gozaimasu” (grazie tante). 

Un’altra volta invece mentre stavamo cercando la strada per andare in uno studio di tatuaggi, un vecchietto si avvicina a noi e si propone di accompagnarci, probabilmente gli era capitato più volte di vedere stranieri un po’ persi alla ricerca di questo salone. 

A Miyajima alcune signore ci invitarono ad entrare nel loro giardino a vedere tutte le bambole che avevano realizzato a mano, e alla fine una di loro mi regalò anche un portachiavi fatto a mano. 

Insomma, questi sono solo alcuni esempi di quanto i giapponesi siano gentili e ospitali. 

Inoltre, sono persone rispettose ed educate, che ti ringraziano per qualunque cosa e si scusano per ogni minima cosa. Ad esempio, nei negozi ti chiedono scusa per averti fatto aspettare, quando poi magari hai aspettato solo due minuti.  

Anche a Tokyo in un autobus una signora mi rivolse la parola non appena mi sedetti accanto a lei, con un inglese un po’ stentato con il quale riusciva comunque a farsi capire. Rimasi contenta di aver condiviso 10 minuti con quella signora gentile, la quale, quando stavo per scendere, mi ringraziò e mi disse che era stato piacevole parlare con me. 

Si tratta di piccoli gesti e parole che ti rallegrano la giornata.

2. Le strade sono pulite

In tutte le città in cui siamo stati, tranne Tokyo, non abbiamo mai trovato una sola carta per strada, ma sempre pulizia e rigore. Una cosa che mi riesce ancora difficile da capire perché per strada era raro trovare secchi della spazzatura, tranne nelle stazioni. Infatti, stavamo sempre a cercarne e spesso eravamo obbligati a buttare tutte le carte direttamente in ostello. Tokyo l’ho trovata un po’ più sporca, rispetto alle altre città, e credo dipenda dal fatto che si tratta di una grande metropoli in cui ci sono tantissime persone. Anche gli ostelli in cui abbiamo soggiornato erano sempre pulitissimi. 

3. C’è tantissima gente ovunque

E se per le strade non si trovano carte o mozziconi di sigarette, si trovano invece tantissime persone. Il Giappone è un paese davvero affollato, soprattutto nelle stazioni. C’era sempre gente ovunque e diventava difficile capire da che parte andare, e se all’inizio era uno shock alla fine ci eravamo quasi abituati. Ci sono alcuni quartieri, soprattutto a Tokyo in cui bisogna quasi fare la fila per camminare, come a Shibuya dove c’è il famoso incrocio attraversato ogni giorno da circa 2 milioni di persone. 
Per strada non mi dava particolarmente fastidio, al contrario mi affascinava il numero di persone che incrociavo, ma in metro diventava insopportabile.  Eravamo obbligati a stare stretti come sardine. 

Shibuya Crossing – Tokyo

4. La modernità: bagni e trasporti.

I bagni moderni con tavoletta riscaldata sono senza dubbio una delle cose che mi mancherà di più. Ovunque andassi, dal centro commerciale al bagno pubblico, in stazione o in mezzo ai boschi, i gabinetti erano sempre pulitissimi ed erano sempre dotati di mille bottoni per riscaldare la tavoletta, spruzzare getti d’acqua, o emettere suoni rilassanti, che tra l’altro non ho mai capito come funzionassero. 
Un’altra cosa che mi mancherà sono i treni ad alta velocità, i famosi Shinkanzen. Treni velocissimi e comodissimi e sempre puntuali, arrivano esattamente al minuto indicato sul tabellone, non uno prima non uno dopo. Anche la metro e i treni JR funzionano benissimo, e anche se magari ci sono ritardi, non si percepiscono neanche. Fun fact: una volta è capitato che sullo schermo nella metro c’era scritto che un treno era in ritardo per aver urtato una gazzella o per un tronco di bambù caduto sui binari. 

5. Le mode giapponesi: barboncini, gioco d’azzardo e Izakaya

Ci sono alcune mode giapponesi che non conoscevo affatto e che ho ritrovato in tutte le città. Prima fra tutte è la moda dei barboncini! È incredibile come ai giapponesi piacciano i barboncini, di statura grande o piccola, dal pelo lungo o corto, dal color marroncino, nero, beige, insomma per strada non ho mai visto così tanti tipi di barboncino. 
Ai giapponesi piace il gioco d’azzardo. Delle volte ci ritrovavamo davanti a palazzi interi dedicati al gioco e al divertimento. C’erano piani in cui si trovavano solo slot machines, altri dedicati ai videogiochi e altri ancora in cui c’erano solo macchinette dove si vincono pupazzetti, action figures o addirittura cioccolatini. Ovviamente anche noi ne abbiamo provate tante, e siamo anche riusciti a vincere qualche statuetta di anime e manga. Vincere non era impossibile, anzi spesso vedevo ragazzi, probabilmente esperti, con più regali in mano, bisognava “solo” capire il trucco, avere pazienza e spendere tante monetine da 100 yen. 
L’unica cosa che non mi piace di questi luoghi è che le persone hanno il diritto di fumare all’interno, soprattutto nel reparto del gioco d’azzardo. Non fumando e non essendo abituata all’odore delle sigarette, mi dava un po’ fastidio.
Inoltre era possibile fumare anche nei ristoranti, in particolare nelle Izakaya, locali tipici giapponesi dove principalmente si beve, e il cibo è solo un accompagnamento. Sono locali frequentati per lo più da colleghi, che dopo una giornata di lavoro decidono di rilassarsi e di bere insieme. Tra l’altro i giapponesi ubriachi sono davvero divertenti, camminano per le strade in gruppo e cantano, proprio come nei cartoni animati. 

Akihabara – Tokyo

Infine, ecco un primo assaggio del Giappone dal mio punto di vista, potrei dilungarmi per ore a parlare della sua vasta cultura che sto approfondendo in alcuni romanzi.
Ho deciso di finire questo articolo con un pensiero scritto da un’amica e compagna di viaggio in quest’avventura, Natacha, che riassume alla perfezione quello che abbiamo vissuto. 

Il Giappone è le gallerie commerciali, 
il Giappone è i templi anche nei posti più improbabili, 
il Giappone è i ciliegi in fiore, 
il Giappone è le metro strapiene, 
il Giappone è internet ovunque, 
il Giappone è le città illuminate la sera, 
il Giappone è negozi di manga e action figures, 
il Giappone è i 7 eleven  aperti H24,
il Giappone è il pesce sui sushi che fonde in bocca,
il Giappone è i negozi che aprono alle 11, 
il Giappone è il rispetto e l’educazione delle persone, 
il Giappone è le immense statua di Buddah, 
il Giappone è scalare una montagna per vedere un tempio,
il Giappone è il JR Pass,
il Giappone è togliersi le scarpe quando entri in casa, 
il Giappone è “do nashimarimas”, 
il Giappone è le persone che ti parlano in giapponese anche se non capisci niente,
il Giappone è innumerevoli souvenirs, 
il Giappone è un’esperienza indimenticabile. 
“ Thank you for waitiiiing”.


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